Dal riso nasce il packaging del futuro
Anche gli scarti del riso possono diventare una risorsa. È il caso della lolla, il sottile involucro che riveste il chicco e viene eliminato durante la lavorazione: oggi viene impiegata per creare nuovi materiali destinati anche al packaging alimentare. L'azienda vicentina Mixcycling ha sviluppato un materiale composto da fibra di lolla di riso e polimeri riciclati, idoneo anche al contatto con gli alimenti. Il risultato? Contenitori, stoviglie riutilizzabili e imballaggi che richiedono meno plastica vergine e valorizzano un sottoprodotto disponibile in grandi quantità: solo in Italia se ne producono ogni anno circa 280.000 tonnellate.
Vecchi cellulari, nuove miniere
Ne abbiamo quasi tutti almeno uno dimenticato in un cassetto: uno smartphone rotto, superato, senza caricabatterie. Ma dentro quei piccoli oggetti si nasconde un patrimonio di materiali preziosi. Il progetto PORTENT, coordinato da ENEA con la Sapienza Università di Roma, lavora proprio sul recupero di oro, argento, rame e terre rare dai telefoni a fine vita. Una tonnellata di schede elettroniche può contenere in media 276 grammi d’oro, 345 grammi d’argento e 132 chili di rame; dagli altri componenti, come magneti e antenne, si possono recuperare anche terre rare.
È la cosiddetta miniera urbana: invece di estrarre nuove risorse dal sottosuolo, si valorizzano quelle già presenti negli oggetti che non usiamo più.
Energia sotto i piedi
Camminare può diventare un gesto ancora più utile. Le pavimentazioni cinetiche sviluppate da Pavegen trasformano l’energia dei passi in elettricità: ogni passo produce una piccola quantità
di energia, utilizzabile per alimentare luci, sensori o display in spazi pubblici molto frequentati. Una tecnologia ancora di nicchia, ma suggestiva: la città sostenibile si costruisce anche partendo dai gesti più quotidiani.
