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Nozze d'Abruzzo tra mare e montagna

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Tra il massiccio del Gran Sasso e la riviera adriatica trovano spazio i vigneti che producono le uve da cui si ottengono due vini di straordinario interesse

Tra il massiccio del Gran Sasso e la riviera adriatica trovano spazio i vigneti che producono le uve da cui si ottengono due vini di straordinario interesse: il Trebbiano e il Montepulciano d'Abruzzo. Accanto a questi si sta affermando anche il Cerasuolo e si stanno affacciando alla ribalta piccole e interessanti etichette ad indicazione geografica.

Il territorio e compreso tra il mare e i grandi massicci montuosi dell'entroterra: in questo modo la breve distanza tra l'Adriatico e le montagne assicura un'ottima ventilazione e una consistente escursione termica tra giorno e notte, creando un microclima ideale per sviluppare profili sensoriali importanti, vini ricchi di profumi, acidita ben bilanciata e strutture in grado di sostenere anche lunghi anni di affinamento in bottiglia.

La provincia di Chieti e quella dove si concentra il 75% della produzione, ma e nel Teramano e nel Pescarese che si vanno circoscrivendo le produzioni che, in questi anni, hanno compiuto i progressi piu significativi nella direzione di un'enologia di maggiori contenuti tecnici e innovativi.



Le virtu nascoste del Montepulciano

Il Montepulciano d'Abruzzo (attenzione a non confonderlo con il Nobile di Montepulciano, prodotto in Toscana) e un nobile, Doc, di colore rosso rubino con lievi sfumature violacee, che tendera al granato con l'invecchiamento, ha un profumo intenso dove prevalgono le spezie e i frutti rossi del sottobosco. Il sapore e pieno e giustamente tannico, equilibrato e armonico, ricco di complessita. Per caratteristiche e struttura puo offrire grandissime soddisfazioni sia ai tecnici in cantina, sia al consumatore piu esigente ed esperto.

Dal 2003 alla sottozona delle "Colline Teramane" e stata attribuita la Docg e dal 2005 viene prodotto il Montepulciano d'Abruzzo Riserva secondo le indicazioni di un disciplinare particolarmente severo di cui si fa garante il Consorzio di produzione dei vini d'Abruzzo.



Il primato italiano del Trebbiano

Il Trebbiano e un bianco, prodotto secondo il disciplinare previsto per le Doc, che sta scalando velocemente la classifica del gradimento da parte del pubblico e quelle compilate dagli addetti ai lavori. Bastera pensare che proprio un Trebbiano d'Abruzzo del 2007, con una certa sorpresa, e stato premiato lo scorso anno come il migliore vino italiano tra una selezione dei 50 tra i piu importanti. Il Trebbiano d'Abruzzo Doc e ottenuto dalle uve del vitigno Bombino Bianco: ha colore giallo paglierino intenso, profumo persistente, delicato, ricco di sfumature e sapore asciutto, vellutato, armonico con retrogusto gradevolmente mandorlato.



I tanti sentori di frutta del Cerasuolo

Il Cerasuolo d'Abruzzo e un vino Doc che, a livello di disciplinare, e contemplato alla stregua del Montepulciano d'Abruzzo essendo prodotto - sostanzialmente - con le stesse uve. Ma col metodo della vinificazione in bianco, cioe evitando in fase di macerazione il contatto delle bucce con il mosto. Il colore e un rosso detto appunto "cerasuolo" da cui il nome, il sapore e secco e va da sentori di mandorla a frutti rossi, mele, pere, prugne, pesche e ovviamente ciliegie. Il tenore alcolico e nettamente inferiore rispetto al Montepulciano.



Professione decanter

Il concetto basilare per la degustazione deve sempre essere quello di mettere il vino nelle migliori condizioni per esprimere tutto il suo potenziale. Quindi sara importante non dimenticare che un vino puo passare anche molti anni in un ambiente poverissimo di ossigeno. Una situazione che, da un lato contribuisce negli anni al suo processo di affinamento, ma penalizza in modo drammatico una degustazione troppo frettolosa. Ricordiamoci quindi di consentire al vino di "respirare" almeno un'ora a bottiglia aperta. Meglio ancora, per vendemmie lontane e prodotti a grande struttura, un passaggio nel decanter seguito da un'ora di riposo.



Dimmi cosa bevi, ti diro cosa mangi...

Trebbiano d'Abruzzo - Bianco importante, di buona struttura, che si presta molto bene anche ad una lunga attesa in bottiglia prima di essere portato in tavola. Va servito alla temperatura ottimale per i vini bianchi, quindi tra gli 8 e i 10 gradi a seconda della stagione. Il Trebbiano si abbina con ottimi risultati ad antipasti saporiti, a paste (sia all'uovo che di grano duro) condite con sughi a base di pomodoro, alle minestre di legumi (da provare in particolare con la zuppa di farro), col pesce azzurro e di lago grigliato o in umido, con zuppe di pesce non troppo piccanti, con piatti a base di uova e formaggi come il canestrato o la scamorza appassita.

Montepulciano - Se giovane supporta con generosita grigliate di carne suina e ovina. I tannini asciugheranno la bocca anche dei tagli piu ricchi di materia grassa. I vini a maggiore affinamento in bottiglia sono preferibili con carni rosse, pezzature nobili di bovino o ovino. Di grande interesse e anche l'abbinamento con il carrello dei bolliti. Ottimo il confronto con formaggi pecorini a stagionatura crescente di pari passo con l'invecchiamento del vino.

Cerasuolo - Va servito a 16-18 °C di temperatura e si abbina a brodetto pescarese, primi piatti della cucina locale, scamorza appassita, pecorino fresco, minestre e mortadelline di Campotosto. Molto felice, infine, l'accostamento con il coniglio alla cacciatora.

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