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Le gioie dell’acquario

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Ogni acquario è un piccolo ecosistema. Il più ecologico? Quello che ospita esemplari non catturati in natura

 

Chiariamo bene un concetto base: l’acquario non è un parallelepipedo di vetro contenente delle belle cose colorate che si muovono, ma un piccolo ecosistema che ospita delicati esseri viventi. L’acqua, le piante, gli animali, e persino i sassi, devono essere adatti gli uni agli altri. Perciò, prima di attrezzare un acquario, bisogna informarsi bene. A cominciare dai pesci che si vogliono inserire. Poi le dimensioni: la misura minima consigliata è 100 litri. Sembra tanto, in realtà bastano a riempire una vasca di 70x30x45 cm. Che va collocata su un piano stabile, in uno spazio della casa tranquillo e lontano dalla luce diretta. Una volta posizionato, l’acquario non dev’essere più spostato. 

 

Le differenze

Tra i pesci ci sono migliaia di specie molto diverse tra loro: ci sono i vegetariani e i carnivori, i solitari e quelli di gruppo, chi vive in acqua acida e chi in acqua basica, i pacifici e quelli aggressivi, e molti altri tipi ancora. I pesci non sono ornamenti da scegliere in base al colore, ma animali con esigenze fisiologiche ed etologiche che bisogna conoscere. Per esempio, è importante sapere che molti pesci, considerati e venduti come d’acquario, crescono fino a superare il mezzo metro di lunghezza e possono vivere anche oltre trent’anni. 

La maggior parte dei pesci destinati agli acquari, sia d’acqua dolce sia marina, sono selvatici, e dunque catturati in natura, a volte con mezzi che distruggono l’habitat. Molti di loro, inoltre, muoiono durante il trasporto. Chi desidera dotarsi di un acquario, non deve incentivare questo rischio. Dunque, la cosa migliore è adottare pesci allevati, nati nell’acquario di un conoscente, o esemplari che qualcuno non vuole più. È sicuramente la scelta più etica.

 

Colori artificiali

E non è tutto: purtroppo molti pesci da acquario vengono colorati artificialmente, iniettando loro sottopelle prodotti tossici. Il principale rappresentante di questa sfortunata categoria è il Chanda ranga, un piccolo pesce orientale venduto spesso come Chanda color, ma il problema esiste per molte altre specie. Ancora una volta, prima di acquistare, informarsi. Anche perché i pesci colorati vivono poco.

Varietà sotto vetro 

Mediterraneo

Potrebbe essere considerato l’acquario più ecologico, dato che ospita pesci avanzati dalla pesca professionale. Si può ottenere un buon livello di biodiversità con gamberetti, pomodori di mare, paguri e pesci come i Gobidi, le Bavose o i Succiascoglio (Lepadogaster) e i Tripterygion, fino agli
scorfani.

 

Barriera corallina

È il più complesso da realizzare ed è anche molto costoso. Riproduce i fondali dei Mari del Sud e contiene molti invertebrati e pochi pesci, oltre, naturalmente, alle alghe.

 

 

Acqua dolce

Negli acquari di questo tipo ci devono essere pochi pesci e molte piante. Attenzione però: l’acqua del rubinetto raramente va bene. Dev’essere prodotta tramite osmosi inversa, procedimento di filtrazione ottenuto da semplici apparecchiature che si trovano in commercio. 

 

Mari tropicali

Non bisogna mettervi piante, ma una piccola quantità di rocce vive che aiutano a creare un mini-ambiente. Il più classico è quello che ospita il pesce pagliaccio, che deve vivere in simbiosi con gli anemoni di mare.

Un amico di nome Oscar

Oscar, nome scientifico Astronotus ocellatus, è un pesce particolarmente socievole con gli umani. Questi esemplari, se ben trattati, riconoscono il padrone, fanno le feste e mangiano dalla mano. Vivono anche 15-18 anni e crescono, arrivando a 30-40 cm di lunghezza e a più di un chilo di peso. 

Per un solo esemplare, ci vuole un acquario da 300 litri, 500 litri per una coppia. 

Con loro non vanno messi altri pesci.


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