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Animali acqua e sapone

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I consigli dell’esperto per il bagno del cane, ma anche del micio (non è vero che i gatti temono l’acqua). Senza trascurare l’igiene delle gabbie di criceti e canarini

 

In alcune case, il giorno del bagno del cane o del gatto di famiglia si vive come il peggiore degli incubi. Di certo, soprattutto per i cani, il bagno è necessario perché il pelo, quando è sporco, ha un cattivo odore. L’importante è non esagerare, limitandosi al massimo a un bagno al mese. E trasformare l’appuntamento con l’igiene in una piacevole coccola.

Cominciare da piccoli 

«Se avete un cucciolo, iniziate a lavarlo da subito, già a tre, quattro mesi», suggerisce Moreno Ripamonti, campione di toelettatura. «Così si abituerà all’acqua e al sapone, oltre che a stare fermo sotto il getto d’acqua». Ma come fare a tenere il cagnolino o il gattino sotto controllo? Basta osservare alcune semplici regole. 

Prima di tutto si inizia con una bella spazzolata per eliminare il pelo in sovrappiù. Poi bisogna sistemare sul fondo della vasca o della doccia un tappetino antiscivolo. Se si utilizza la vasca, il sistema più pratico è riempirla a metà con l’acqua tiepida, dopo che l’animale è già entrato. Meglio che l’animale abbia un collarino, per poterlo trattenere nei momenti più concitati. Importante: non tentare mai di farlo sdraiare nell’acqua. A questo punto si può dare il via al lavaggio. Occhio allo shampoo che, ovviamente, va scelto a seconda del pelo. «Mai utilizzare prodotti non specifici!», mette in guardia il toelettatore. «La loro pelle è più delicata di quella dell’uomo, quindi vanno scelti detergenti appositi». Un lavaggio con un prodotto sbagliato può facilitare l’aggressione di batteri e funghi, che possono anche provocare piaghe.

Procedere con metodo

«Iniziate sempre dalle zampe posteriori: bagnate bene l’animale e frizionatelo con lo shampo ben diluito nell’acqua» spiega l’esperto. «Poi sciacquate, dedicatevi ad addome e zampe anteriori e solo alla fine lavate collo e testa». Per il muso, inoltre, dovrete fare parecchia attenzione. L’acqua, e soprattutto lo shampoo, non devono entrare negli occhi e nelle orecchie, perché potrebbero causare bruciori o infiammazioni. A questo punto l’animale va asciugato. «Lasciate che si scrolli liberamente, magari all’interno della doccia o della vasca per evitare allagamenti in casa, e poi frizionate con leggerezza il mantello con un panno specifico per animali, super assorbente, o con un telo di spugna». Cani e gatti abituati alle cure del toelettatore non temono il getto d’aria del phon, ma per gli altri è sempre meglio limitarsi all’asciugamano e a una mezz’ora di riposo vicino a un termosifone caldo, per far asciugare bene anche il sottopelo. Nel frattempo si può concludere il rito della pulizia: si strofinano leggermente i padiglioni auricolari con un po’ d’ovatta imbevuta di un detergente specifico per le orecchie e si spazzola il mantello. A questo punto il vostro animale sarà pronto… per sporcarsi di nuovo!

Gabbie da Re

Mai trascurare l’igiene delle gabbie di criceti, conigli, cavie e uccellini. Ecco come si fa a tirarle a lucido almeno una volta a settimana, senza danni per i loro abitanti. 

Nel caso di criceti, cavie & Co, prima di tutto l’animale va messo in un trasportino con un po' di carta o lettiera, così che stia tranquillo. Poi vanno rimossi gli oggetti all'interno, lavati e disinfettati. Si consiglia l'amuchina: se resta in parte sugli oggetti e il nostro amico la lecca non accade nulla di drammatico, così non è in caso di detersivi chimici. Mentre gli oggetti si asciugano (al sole o sui termosifoni), si passa alla lettiera. 

Si usa una palettina per rimuovere tutto il fondo della lettiera e poi si passa un panno umido imbevuto di acqua e amuchina sia sul fondo che sulle pareti, così da rimuovere la polvere restante. Infine, vanno rimessi la lettiera e tutti gli oggetti.

Per quanto riguarda canarini, pappagallini ecc., la gabbia e gli accessori dovranno essere messi in ammollo in acqua calda, pertanto per prima cosa bisogna provvedere a spostare i volatili in una sistemazione temporanea, come un’altra gabbia. 

In alternativa, se non è disponibile un alloggio provvisorio, è possibile togliere il fondo e gli accessori da disinfettare e lasciare la gabbia appoggiata per terra su un foglio di giornale. Il fondo e gli accessori verranno messi in ammollo, mentre le grate andranno pulite separatamente con una spugna umida. 

A questo punto bisogna procurarsi un catino o una vasca abbastanza grande da contenere tutto il materiale. Riempire il catino con acqua calda e diluirvi il prodotto scelto per la pulizia: ok sapone di Marsiglia o disinfettanti a base di sali di ammonio quaternario, efficaci ad ampio spettro contro diversi tipi di microrganismi. Immergere nella soluzione le varie parti della gabbia (il fondo, i posatoi, le mangiatoie, i beverini ecc.) e lasciarle in ammollo per almeno mezz'ora. È importante, alla fine, sciacquare molto bene tutti gli accessori con acqua corrente, in modo da eliminare i residui di prodotto, specialmente se si utilizzano sostanze aggressive. Ora non resta che mettere nuovamente a disposizione dei canarini la gabbia e gli accessori puliti e disinfettati. 


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